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Authentic Movement: abbandonare il controllo, lasciarsi muovere

Tra il perimetro periferico della cima del vulcano e il suo cuore, c’è un luogo, una dimensione sospesa ed estremamente calda nella quale vive un delicato e complesso biosistema. Tra l’aria e il fuoco, la rarefazione e la materia densa, ci sono gli esseri umani, impegnati a trovare un equilibrio che li aiuti a sostenere i movimenti diegetici ed extradiegetici dell’esistenza.

di Valentina Trabalza

I corpi-mente-spirito si muovono nello spazio, dialogano, si toccano, si mischiano, si distanziano, creano delle connessioni più o meno profonde e sentite, giocano ai ruoli che hanno deciso di interpretare e partecipano al tourbillon virtuale e analogico del vivere. C’è un luogo metafisico che raramente può essere avvicinato ed esplorato da essi, se non attraverso delle pratiche di immersione silenziosa laddove il misterioso battito di ossa e respiro si rivela. Quando chiudiamo gli occhi, molto spesso, veniamo raggiunt* da immagini, suoni, echi di esperienze accadute, la nostra mente rielabora, attraverso la personale e specifica percezione, i dati con i quali entriamo in contatto nelle nostre vite. Il più delle volte, proprio perché scevr* da strumenti di indagine, veniamo totalmente investit* da questi stimoli interni, soprattutto perché molte delle vicende che viviamo si sedimentano nell’inconscio e agiscono per noi in forma di automatismi.

L’ Authentic Movement, nato negli anni ’50, può essere una delle risposte alla necessità di incontrare sé stess* nel profondo. Ha incorporato a sé il concetto di “immaginazione attiva” junghiana, ovvero dare la possibilità alla sfera del conscio e dell’inconscio, al sogno e alla veglia di incontrarsi e dialogare tra loro. Questa pratica è una forma declinata della danza d’improvvisazione, arricchita dall’elemento terapeutico, e si svolge in un contesto protetto e neutrale. Fondato da Mary Starks Whitehouse, psicologa e danzatrice, allieva di Martha Graham e Mary Wigman, sue muse ispiratrici perché esploratrici di regni non convenzionali della danza, l’Authentic Movement crea la possibilità, a chi lo sperimenta, di entrare in contatto con questa dimensione misteriosa ed espansa, mettendo in campo il battito ancestrale che ci abita.

Mary Starks Whitehouse, attraverso un lavoro di indagine su di sé, dopo aver osservato le sessioni dei suoi pazienti nei laboratori che organizzava, si rese conto che il movimento e l’essere non potevano essere separati, che il corpo è in verità un ‘corpo anima’ che vive l’esperienza in maniera totalizzante. La sessione si svolge a coppie, una delle due persone chiude gli occhi o mette una benda per coprirli, l’altr* diventa testimone del viaggio al quale offre la sua totale presenza e contenimento, si impegna ad agire come occhio neutro, sospendendo proiezioni mentali e giudizio, vivendo l’esperienza e quanto accade, come l’espressione di un fenomeno oggettivo, come oggettivo è il vento che soffia. Colui o colei che si muove può iniziare la sessione dalla posizione eretta, o può decidere di sdraiarsi a terra.

Una delle poche regole dell’Authentic Movement è quella di avere rispetto dello spazio delle/dei partecipanti, che sono invitat* a contenere scoppi improvvisi di suoni e canti spontanei, poiché la libertà di esplorare può inciampare in una pulsione egocentrica e può allontanare la pratica dal suo vero scopo. Chi si immerge nell’esperienza entra in contatto con il proprio respiro, molla la presa, scarica il controllo al centro della terra e ascolta l’arrivo del movimento autentico che la abita, si lascia agire nella totale fiducia che tutto ciò che accadrà sarà la rivelazione delle sue ombre e luci interiori. L’inconscio inizia a palpitare, incontra la parte conscia e il movimento che ne scaturisce, viene tradotto dal corpo che inizia a dare forma agli stimoli che riceve, in una sorta di ipnosi che avanza ed evolve. Ciò che era nascosto, esce allo scoperto, nella libertà che trova. Lasciarsi muovere da dentro non avviene nell’immediato, soprattutto nei soggetti abituati al controllo e non familiari alla visualizzazione o percezione di immagini: si tratta di un processo graduale che si vive non senza difficoltà, è una sfida tra impulso primordiale e direttive automatiche dell’intelletto. Attraverso questa pratica ci si apre a un nuovo suono, un impulso irrazionale e vitale, molto vicino alle manifestazioni esplosive dell’infanzia in cui si gioca in un flusso senza tempo. Ci si trova a compiere dei movimenti inusuali, a disegnare traiettorie prima di quel momento inesplorate, ci si abbandona a uno stato di trance liberatoria.

Mary Starks Whitehouse non si è fermata alla bidimensionalità della ripetizione di una struttura, si è spinta oltre la zona di comfort, ha raccolto gli stimoli delle sue maestre e degli studi di Jung per sperimentare sul campo le molteplici possibilità che l’individuo può avere se portato al non controllo, raggiungendo dei risultati sorprendenti. L’Authentic Movement ci inizia all’ascolto profondo, alla comunicazione non verbale, ci mostra la potenza del silenzio attivo, ci induce a un’attenzione completamente rinnovata, ci invita a familiarizzare con le ombre che ci abitano e ci mostra l’importanza che ha affondare i denti nel potere del corpo/mente/spirito e nella totale fiducia dell’altro.